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_ceux qui flottent et ne sombrent pas_

Cose all'italiana

Comunicato del 30 aprile 2008

 Borse di dottorato: i conti già fatti non tornano mai…

  L’ADI (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) si è impegnata a fondo nell’anno passato, con la campagna “Se potessi avere mille euro al mese”, per ottenere un aumento delle borse di dottorato, ferme ormai da otto anni. Ad oggi però il Ministro Mussi non ha ancora firmato il decreto di aumento delle borse, mentre il decreto di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario è fermo in attesa della firma del Ministro Padoa Schioppa. I 120 milioni di euro per il triennio 2008-2010, stanziati in finanziaria con vincolo d’uso, restano così bloccati. Per di più, il decreto di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario proposto dal Ministro Mussi indica questo finanziamento come una tantum, rischiando di porre un’ipoteca sul futuro dell’aumento delle borse di dottorato.

  “Purtroppo il bilancio che i dottorandi italiani traggono dell’attività del Ministro Mussi” — commenta Giovanni Ricco, segretario dell’ADI — “ricalca il proprio: perennemente in rosso. Nonostante le promesse più volte fatte, l’aumento della borsa di dottorato non è stato ratificato. È un segno di grave noncuranza per le condizioni di vita e di lavoro dei giovani ricercatori. L’ennesimo”.

  “È una situazione paradossale” — spiega Francesco Mauriello, presidente dell’ADI e rappresentante al CUN — “perché da mesi i dottorandi attendono soltanto la firma di un decreto del Ministro che riveda i minimi delle borse, sbloccando così i fondi già stanziati in finanziaria. I soldi ci sono, ma a quanto pare non arrivano nelle tasche dei dottorandi. Oggi un dottorando, se è fortunato, a fine mese si trova a ricevere una borsa di studio di appena 800 euro. Una cifra risibile se confrontata anche solo con i costi degli affitti in una grande città. Quando invece non è così fortunato, come nel caso dei dottorandi senza borsa che sono circa la metà del totale, non riceve addirittura nulla e deve cercare un secondo lavoro per mantenersi”.

  “Ci auguriamo che la situazione si sblocchi quanto prima. Il nostro invito al nuovo Ministro, chiunque sia, è che emetta il necessario decreto di revisione dei minimi delle borse immediatamente dopo il proprio insediamento, portandole a 1000 euro al mese. Qualora questo non dovesse succedere” — conclude Giovanni Ricco — “come ADI intraprenderemmo iniziative di mobilitazione e di blocco delle attività”.

 ADI, Associazione dottorandi e Dottori di ricerca Italiani, 30 aprile 2008